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Genazzano

Genazzano

Genazzano
Genazzano è un borgo del XI secolo, a soli 40 km da Roma e sorge edificato su di uno stretto sperone di tufo vulcanico.
Conosciuto già ai tempi dell'antica Roma quando era meta di villeggiatura della Gens Genucia, Antonina e Iulia, divenne feudo storico dei Colonna, che dal Palazzo Baronale, comunemente chiamato "Castello Colonna" controllavano il passaggio verso Napoli e verso Roma.
Diede i natali a Papa Martino V Oddone) Colonna  e a Giovanni Bracalone de Carlonibus detto Brancaleone, uno dei cavalieri della disfida di Barletta.


Sull'estesa collina rocciosa che domina questo paesaggio si trova Genazzano in una stretta striscia, nera e grigia di aspetto come le rocce di tufo sulle quali è situata. Le case sembrano dirigersi in processione verso la chiesa di Buon Consiglio, il più grande santuario della campagna laziale e verso il castello baronale dei Colonna che occupa la sommità.
Ferdinand Gregorovius - Passeggiate romane

Castello Colonna
A nord, su di una collina tufacea, il Castello Colonna domina su Genazzano in tutta la sua maestosità e splendore. Come testimonia il nome stesso, la sua storia è legata alla famiglia Colonna che nel corso del tempo, di generazione in generazione, grazie ad ampliamenti, modifiche e opere di abbellimento, ha trasformato il Castello da semplice fortezza difensiva in residenza padronale di grande rilievo artistico e architettonico.
Il primo documento risale al 1022, mentre solo intorno al 1200 si avviano i lavori per adibire la struttura ad avamposto difensivo. La fortezza è infatti posta a nord e presenta due torri per meglio difendere il luogo da eventuali attacchi nemici.
Importanti trasformazioni avvennero con Oddone Colonna, nato a Genazzano alla fine del 1300 e divenuto poi Papa nel 1417 con il nome di Martino V, che fece restaurare la parte ovest del castello per adibirla a sua residenza. Sotto il pontificato del Papa genazzanese, che sancì la fine dello Scisma d’Occidente ristabilendo la sede papale a Roma, il borgo attraversa il suo periodo più florido con importanti trasformazioni urbane ed il Castello abbandona le sue origini di rocca militare per trasformarsi definitivamente in lussuosa residenza signorile.
Le cornici in marmo delle finestre, i camini e i sedili in marmo delle sale di rappresentanza si contrappongono agli elementi in travertino del versante est del castello, cosiddetta "ala borgiana" (tra il 1500 e il 1503 il castello fu posseduto dalla famiglia Borgia che contribuì ad opere di fortificazione nella parte orientale).
Nel 1943, un bombardamento di una squadriglia della RAF, per distruggere i forni allestiti dentro il castello dall'esercito tedesco che riforniva Cassino, provocò notevoli crolli nel lato nord.
Nell'immediato dopoguerra il Genio civile, demolendo completamente il vecchio ponte e ricostruendolo ad unica campata in cemento armato, operò la sua prima sostituzione edilizia. Dopo 40 anni di abbandono, nel 1979, il Castello è stato acquistato dalla Provincia di Roma e trasferito al Comune di Genazzano che diede avvio ai primi lavori di ristrutturazione, completati con un ingente intervento nell’ambito dei lavori per il Giubileo del 2000.
Oggi il Castello torna a dominare in tutta la sua maestosità sfoggiando il vestito di un tempo con i suoi originali colori e la sua notevole architettura.
Con uno spazio di 3000 mq suddivisi in più di 20 sale sono state ospitate prestigiose mostre d’arte.
 Al suo interno, infatti, trova sede un importante e prestigioso museo di arte moderna e contemporanea noto come CIAC, Cento Internazionale di Arte Contemporanea, uno dei più attivi e qualificati nella provincia di Roma e dell'intera regione.

Chiesa di san giovanni
La piccola chiesa si trova nella piazza sottostante il Castello Colonna.
Il presbiterio della chiesa conserva, murata nella parete, un'acquasantiera con sovrapposta custodia degli olii santi scolpita a basso rilievo, entrambe in marmo del XV secolo ed una colonnina marmorea tardo gotica.
A destra dell'ingresso si trova un fonte battesimale marmoreo coperto da una quattrocentesca cupola in legno a base ottoganale con lanterna.

Chiesa di san nicola
La chiesa, dedicata al Santo patrono Nicola di Bari, è una delle più belle e antiche di Genazzano
Collocata di fronte al Castello, faceva parte del Castelluccio, di cui era la chiesa ufficiale. A questa fu particolarmente legato Papa Martino V, nato a Genazzano e probabilmente battezzato proprio in questa chiesa. Grazie alla sua opera fu elevata a Collegiata e dotata di privilegi, reliquie e rendite, e venne ampliata in forme tardogotiche, rintracciabili nei capitelli dell'abside e nel portale laterale, e abbellita con la realizzazione del soffitto ligneo policromo e della spettacolare pavimentazione cosmatesca nella quale possono essere rintracciati frammenti di lapidi antiche e sepolcri medievali. Tra le lapidi murarie si distingue quella di una principessa gota, Flavia Amalafrida Theodinanda, relegata in esilio in una villa di Genazzano e quella della famiglia dell'eroe di Barletta, Giovanni Brancaleone.
Le due colonne centrali incorniciano un'edicola in cui è inserito il quadro di San Nicola con la Vergine e il Bambino del pittore genazzanese Carlo Ascenzi. .
L'organo, situato sulla cantoria al di sopra del portale maggiore, opera della famosa famiglia di organari dei Catarinozzi, e il coro ligneo nell'abside risalgono alla metà del Settecento.
Dopo circa 30 anni di chiusura e successive fasi di restauro, la Chiesa riportata ai suoi antichi splendori è stata riaperta nel 2013.


Palazzo Apolloni
Nell'edificio gotico in stile aragonese la tradizione ha voluto riconoscervi la casa natale di Papa Martino V, ma molto probabilmente è stata abitazione di un nobile cortigiano, data l'indiscutibile eleganza delle preziose finestre bifore in tufo a sesto acuto con colonnine tortili, ricche di intagli nel rosone, e il portale ad arco ribassato, cornici a dentelli, fogliami e fregi.
Passato di proprietà alla famiglia Apolloni, l'edificio cosiddetto "Uditorato" fu sede del Tribunale del Barone.
Nel 1910 il Palazzo fu acquistato dal Cardinal Vincenzo Vannutelli che ne commissionò il restauro all'architetto Giovenale, il quale fondava il suo principio di restauro sulla ricomposizione dell'edificio mediante la riproduzione di elementi originali.
Pregevoli esempi di finestre bifore si possono ritrovare in altri palazzi affacciati sulla strada principale del paese, tra cui il più rilevante proprio di fronte allo stesso Palazzo Apolloni.

Santuario della Madonna di Buon Consiglio
L'originaria chiesa di santa Maria risale alla fine del X secolo. Fu poi trasformata in cimitero, che si trova oggi al di sotto dell'attuale pavimentazione del santuario.
Nel 1356 Pietro IV di Giordano Colonna affidò la parrocchia ai religiosi eremitani di Sant'Agostino.
L'apparizione dell'immagine miracolata di Maria, venerata con il titolo di Buon Consiglio, segnò un momento fondamentale per la storia della chiesa: la tradizione vuole che l'immagine si sia staccata da una chiesa di Scutari in Albania, all'arrivo dei musulmani, e abbia raggiunto la chiesa di Genazzano accompagnata da una schiera di angeli durante il vespro del 25 aprile 1467. L'immagine sacra andò a posarsi su un muro della chiesa che in quel tempo la Beata Petruccia, vedova e terziaria agostiniana vissuta nella seconda metà del '400, aveva iniziato a costruire fra mille difficoltà e che venne concluso in poco tempo grazie alle elemosine dei pellegrini.
Da quel momento la piccola chiesa divenne santuario. La prodigiosa apparizione viene ricordata nel timpano del portale della chiesa dove è situato un bassorilievo con il dipinto della Madonna portato da angeli, sopra le nubi.
All'interno della chiesa sono custodite varie opere tra cui una balaustra marmorea attribuita al Bernini: dei putti, sopra le nuvole, sorreggono una pesante tenda e guardano verso l'alto.
Il grande organo liturgico realizzato nel 1930 domina dietro l'altare Vista la enorme curiosità suscitata dall’apparizione della Santa Immagine diversi artisti vollero contribuire a rendere solenne il luogo dove la Vergine era apparsa.
Al piano terra troviamo il Museo, che conserva una notevole statua di San Giovanni Battista di Andrea Bregno, e tele di vari autori, nonché gli affreschi staccati dalla cantoria del coro all’inizio del 1900 per fare posto al magnifico organo.
Chiesa di San Paolo Apostolo
La chiesa sorge sulla piazza G. E. D'Amico ed è probabile che sia stata eretta nel XIII secolo. Notizie certe esistono solo dal 1277 nelle Conventiones.
L'edificio ha subito una ristrutturazione nel secolo XVIII che, pur risparmiando la torre campanaria, ha alterato l'aspetto dell'originario complesso di epoca romanica.
Tra le opere presenti nella chiesa vanno ricordate: un' edicola marmorea del 1512, un fonte battesimale del secolo XVI; la pala dell'altare maggiore con Maria, San Pietro e San Paolo; i Santi titolari della chiesa rappresentati in busti marmorei del secolo XIV, posti in facciata, in altri due busti del secolo XIII posti sotto l'edicola del 1512, e ancora da altri due posti sull'arco di trionfo.
Peculiarità della chiesa è la decorazione sobria, seppur ricca di marmi e variopinti, e l'arco trionfale che riecheggia, il Ninfeo Bramantesco, parte del giardino colonnese posto fuori le mura di Porta Romana.


Chiesa di Santa Croce
La chiesa di Santa Croce si trova dentro la cinta muraria, subito a destra di "Porta Romana" in cima a una ripida scalinata. Non è noto il periodo della sua fondazione, ma si ritiene che rientrasse tra i beni dei Benedettini di Subiaco.
La chiesa divenne cappella del nuovo ospedale fatto costruire poco dopo la metà del ‘400 da Antonio Colonna, conserva all’interno preziosi affreschi riconducibili a tre diversi cicli pittorici.
Della pavimentazione originaria non c’è più traccia, mentre all’interno è conservata un’acquasantiera ricavata da un capitello di spoglio. Attualmente è chiusa al culto ed è adibita a Sacrario dei Caduti, con ossario interrato al centro della navata.
Porta Romana
La Porta è detta “Romana” in quanto entrata principale al borgo provenendo da Roma. E’ il primo accesso al paese dal basso ed è sormontata dallo stemma di Genazzano in cotto rosso.
Risale all’epoca medievale ed è protetta da un grande torrione poligonale. Vicino alla Porta, nei pressi della bella fontana sono ancora visibili i resti dell’accesso secondario dell’antica Porta Portella.
Ninfeo del  Bramante
Tra i monumenti più affascinanti di Genazzano vi è il “Ninfeo”. All’inizio del Cinquecento, i Colonna concepirono l'idea di realizzare un giardino nella valle di Soglia. Nel giardino erano presenti un lago e un Ninfeo.
L'aspetto dell'edificio richiama la tipologia di taluni ambienti termali antichi, quali le Terme di Diocleziano, e anche lo schema di quel che restava della basilica di Massenzio, tanto che tra Seicento e Settecento si venne formando l'idea che si trattasse di un edificio termale antico ("Bagni di Antonino Pio"). Solo a fine Ottocento fu riconosciuto da Giuseppe Tomassetti come opera di età rinascimentale. Giovannoni, nel Novecento, lo giudicò opera di scuola bramantesca. Più recentemente Frommel e Bruschi hanno attribuito con convinzione la progettazione a Bramante stesso.

Prodotti tipici
Genazzano Bianco E Rosso DOC
Gnocchetti “A Coa De Sorica”
Gnocchetti Di Tiritello (farina di crusca di frumento)
Gnocchetti All’acqua Bollita
Gnocchetti Di Patate
Fegatelli
Coratella D’abbacchio Con Cipolla
Fritture Vegetali (broccoli, broccoletti, fiori di zucca, borragine)
Formaggi Ovini
Prodotti Da Forno (tipico ed unico di Genazzano, la “barachia”)

Eventi
L’Infiorata è la manifestazione più importante e sentita dall’intera popolazione e si tiene la prima domenica di luglio, in occasione della festa del Sacro Cuore. La suggestiva tradizione del tappeto di fiori per accogliere la bellissima Processione risale al 1883. L’Edizione 2012 dell’Infiorata si è aggiudicata il record mondiale di “The largest flower petal carpet” (Infiorata più grande del mondo) certificato dal Guinness World Records di Londra (mq. 1642,57).


Il Palio Di Brancaleone
Genazzano è il luogo di Giovanni de Carlonibus detto Brancaleone, cavaliere che partecipò alla “Disfida di Barletta” del 1503 insieme ad Ettore Fieramosca. Nell’ultima settimana di maggio, Genazzano ricorda il suo illustre concittadino con l’evento “il Palio di Brancaleone” con giochi e sfilate in costume e numerose occasioni di interesse agroalimentare. Tra le manifestazioni più